E se mi racconti tu il tuo caffè? Io ti ascolto. Io lo riscrivo.

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Un incontro speciale. Una storia strana. Un personaggio stravagante. Un pensiero da regalare. Un momento da descrivere e far leggere poi a qualcuno. Una caffè di protesta. Insomma io ti ascolto. Io poi lo riscrivo. Tu poi lo leggi. Tu poi sorridi. Tu poi lo bevi. Che aspetti?

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2 pensieri riguardo “E se mi racconti tu il tuo caffè? Io ti ascolto. Io lo riscrivo.”

  1. Questo caffè è per te, caro caffettista del mondo. Adesso siediti, rilassati. La poltrona è vecchia e scomoda lo so, scricchiola pure un po’, ma come te ne ha viste tante di cose, di storie, di caffe. Abbandonati ad essa, e raccontami la tua di storia. La moka è già sul fuoco, non preoccuparti. Stavolta ci penso io a te, ci penso io al caffè. L’aroma comincia già a diffondersi prepotente nella stanza, un’impalpabile nube che pervade con forza dalle narici, che scuote in un tumulto i sensi. Il succo denso e cremoso eroga lento.
    “Ho paura di averlo bruciato.”
    Afferri la tazzina, ne osservi il contenuto.
    “Hai fatto la crema con lo zucchero per coprire il difetto?”
    “Dopotutto, non è così che si fa con la vita? Si addolcisce con lo zucchero per renderla meno amara.”

    1. “Già, si fa così. Ma se poi non funziona? Alla fine troppo zucchero stanca. E se poi comunque rimane amaro comunque? Ci sono certi caffè che dolci non diventano mai…” Mi grattai il mento dubbioso. Poi con gli occhi felici ti risposi.
      “Ah ovviamente, grazie per il caffè”.

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